Insegnami a dormire da solo
- Ilaria Cadoni
- 20 gen
- Tempo di lettura: 2 min

C'è un momento nella giornata che mette alla prova anche i genitori più pazienti: l'ora della nanna.
Spesso ci chiediamo come mai, nonostante l’amore e la stanchezza, il nostro bambino e la nostra bambina sembri fare così tanta fatica a lasciarsi andare al sonno in autonomia.
La verità è che l’addormentamento non è un comando che si può attivare, ma una vera e propria abilità che si impara col tempo e con tanta pratica.
Una questione di "allenamento"
Fin dalla nascita, i bambini associano il sonno al calore e alla sicurezza: braccia, dondolio, contatto. Per un* piccol*, trovarsi improvvisamente a dover fare tutto da sol* è come provare a camminare senza che nessuno gli abbia mai tenuto la mano.
Non è che il/la bambin* non voglia collaborare; semplicemente, non sa ancora da dove iniziare. Senza di noi, si sente un po' come un esploratore senza bussola.
Perché il pianto ci preoccupa?
Spesso si riceve il consiglio di "lasciarli piangere", ma questo può creare molta ansia in noi genitori. È importante sapere che:
Il pianto è un segnale: non è un tentativo di manipolarci, ma l'unico modo che il/la bambin* ha per dirci "ho paura, ho bisogno di aiuto".
Lo stato di allarme: se un* bambin* è troppo stanc* o agitat*, il suo cervello entra in uno stato di "allarme". In quel momento, il suo corpo è troppo sopraffatto per poter imparare una nuova abitudine.
Il bisogno di sentirsi ascoltati: se l* lasciamo solo nel pianto, non imparerà la tecnica per dormire, ma solo che nei momenti difficili non può contare su qualcuno.
Cosa serve davvero per dormire serenamente?
L'obiettivo non è che il/la bambin* "ceda" per stanchezza, ma che si senta sicur* di farcela. Per l'addormentamento autonomo servono tre ingredienti che crescono insieme a lui e a lei:
Fiducia: la certezza incrollabile che, se avrà bisogno, noi torneremo sempre.
Gestione del distacco: la capacità di capire che la separazione del sonno è solo temporanea.
Tranquillità interna: saper calmare il proprio corpo dopo una giornata piena di stimoli.
Accompagnare invece di abbandonare
La buona notizia è che non dobbiamo scegliere tra "lasciarl* piangere" e "stare svegli tutta la notte". Esiste una via di mezzo: l'accompagnamento.
Insegnare l'autonomia significa restare al loro fianco mentre imparano, offrendo sicurezza invece di solitudine. Il/La bambin* non ci chiede di essere lasciat* sol* a capire tutto, ma di essere guidat* finché non si sente abbastanza forte e capace per chiudere gli occhi da sol*.
Un piccolo suggerimento per stasera:
Provate a guardare il/la vostr* bambin* non come qualcuno che "non vuole dormire", ma come un piccolo studente che sta imparando una materia difficile. La vostra presenza è il libro di testo più prezioso che possa avere.






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