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  • Immagine del redattoreIlaria Cadoni

Educare alla gentilezza


“Nessun atto di gentilezza, per quanto piccolo, è mai sprecato.”

Esopo




Grazie, prego, per favore, scusa, mi dispiace... sono tutte parole che strappano un sorriso, scaldano il cuore e cambiano a volte l'andamento di una giornata storta.

Avete presente quando capita di incrociare lo sguardo di una persona?.. e poi sorridiamo spontaneamente?

Ecco... che vediamo affiorare sul suo viso, delicatamente un sorriso, quasi come per riflesso, lo sguardo cambia e si illumina. In quell'istante, decidiamo di comunicare ed entrare in relazione anche solo per un momento con l'altro, attraverso un approccio empatico che richiama solo gentilezza.


La gentilezza come stile di vita.


La gentilezza è un'attitudine di vita, viene dal proprio modo di essere, dalla speranza, dal desiderio di vivere in un mondo dove riconoscere i gesti, i valori e l'unicità delle persone non sia l'eccezione, ma la “normalità”. La gentilezza è un valore, un grande gesto d'amore nel creare benessere, un'atmosfera accogliente, di serenità emotiva dove ciascuno è libero di essere sé stesso nel rispetto dell'altro.

Non è sicuramente sempre facile. La vita di oggi è frenetica, scandita da orari e impegni da rispettare, che spesso comportano un vero caos emotivo. È complesso, riuscire a gestire con gentilezza tutti i sentimenti che proviamo. Siamo spesso di corsa per raggiungere tutti i target richiesti a casa, a lavoro e nel sociale. Ricopriamo ruoli e posizioni diverse che richiedono aspettative differenti e talvolta interferiscono tra di loro in modo significativo. Essere premurosi significa proporre delle connessioni con chi incontriamo, pensare a ciò che vogliamo, esprimendolo attraverso l'attenzione per le parole che scegliamo di usare in un dialogo.

Essere gentili richiede pazienza ed empatia. Quasi come se entrassimo a piccoli passi nelle vite degli altri, come per non disturbare, ma con la voglia di “abbracciare” ciò che ci porta quell'esperienza.


Educare con gentilezza i bambin* per adult* gentili.


I bambin* hanno la grande capacità di essere abili osservatori e come delle “spugne” assorbono tutte le conoscenze, i comportamenti e gli atteggiamenti che vivono nell'ambiente che frequentano. Parliamo a loro con gentilezza. Mostriamoli come praticare questo comportamento facendone esperienza tutti i giorni, nei piccoli gesti, nelle parole, nel riconoscere e attribuire il giusto valore alle person*. In questo modo, sarà spontaneo e naturale anche per loro proporsi in modo garbato.

Tutto ciò incoraggia la formazione di relazioni stabili e di fiducia, fondate sulla stima e il rispetto. Trasmettiamo ai bimb* l'importanza di proporsi attraverso gesti di cura e attenzione che mostrano interesse e voglia di stare in relazione con l'altro.

Un bimb* ha bisogno di essere guidato, di seguire un modello nel suo percorso di crescita.

Un adulto che accompagna e aiuta a capire la differenza tra giusto e sbagliato, darà gli strumenti per valutare, gestire e modulare il modo di approcciarsi nelle relazioni personali. È importante sensibilizzare i bambin* a guardare oltre il proprio punto di vista, essere cordiali, amichevoli, comprensivi, semplicemente per il piacere di cooperare e condividere, anche nel caso di opinioni discordanti. Per questo, è essenziale rinforzare e riconoscere tutti quelli atteggiamenti che mostrano empatia, sensibilità e cordialità.

Non sottolineiamo solo il fatto che è stato brav*, rafforziamo l'intera azione, come ad esempio: “ sei stat* davvero gentile a prestare il tuo pupazzo”; “ sei stat* gentile a consolare il tuo amic* triste”. Attribuiamo merito a tutti quegli atteggiamenti amichevoli. Permettiamo ai bambin* di capire come affrontare le diverse situazioni, dando ascolta alla proprie emozioni, attraverso espressioni e manifestazioni di gentilezza, senza mai perdere di vista l'amore per sé stessi. Un bimb* che esplora le sue emozioni e impara a conoscerle, sarà un adulto in grado di riconoscerle, capirle e condurre confronti basati sull'ascolto, sulla comprensione e sulla coscienza finalizzato a un approccio cordiale e autentico.


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